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COLTIVIAMO IL CAMBIAMENTO

riportando l'attenzione

sull'Uomo e sul Mondo

la nuova Comunicazione Evolutiva

Salute e Benessere

  • Viva le donne

    Viva le donne

    Ci avviciniamo a quella data, il 25 novembre, fissata dalle istituzioni al fine di ricordare la violenza che le donne subiscono nella nostra società. Le statistiche, infatti, ci ricordano che, a fronte del calo dei casi di delitti comuni, il numero degli omicidi di genere, cioè contro le donne, non conosce nessuna flessione. E come potrebbe essere diversamente?

  • L'importante è vincere

    L'importante è vincere

    L’attività e le varie discipline sportive si sono evolute con l’essere umano e hanno contribuito a segnare ogni epoca diventandone un indicatore dello spirito del tempo. Conferma di questo è la nascita delle prime gare sportive chiamate Olimpiadi che furono concepite come cerimonie religiose in onere degli Dei.

  • Soffriamo di Sensibilità al Glutine non Celiaca?

    Soffriamo di Sensibilità al Glutine non Celiaca?

    Si parla molto, e a ragione, di celiachia, e, grazie a questa sensibilizzazione si è arrivati a fare un passo oltre: si è appurato che il glutine fa male non solo ai celiaci, ma anche a chi ha una Sensibilità al Glutine Non Celiaca, una sindrome distinta dalla celiachia, caratterizzata da sintomi multi-sistemici intestinali ed extra-intestinali, collegati alla reazione del nostro organismo ai cibi contenenti glutine. 

  • Viva le donne
  • L'importante è vincere
  • Soffriamo di Sensibilità al Glutine non Celiaca?

Abitare

  • Progetto di Vita
  • ‪‎Architettura green‬: arriva il corso post laurea
  • L'Italia vince il Solar Decathlon 2014

Alimentazione

  • Estratti, smoothies e acqua detox: arrivano i Natural Bar

    Estratti, smoothies e acqua detox: arrivano i Natural Bar

    Si chiama Vitamin Chic - Smart Juice e sembra essere il primo Natural bar - Personal Juice d’Italia, che, importato direttamente da Los Angeles, mette a disposizione una gamma completa di prodotti interamente naturali e biologici, insieme ad una linea di detox a base di succhi personalizzabili secondo le specifiche esigenze di ogni organismo.

  • Il gazpacho, la ricetta dell'estate

    Il gazpacho, la ricetta dell'estate

    Per proteggersi dal caldo estivo non basta un condizionatore e nemmeno abiti freschi e grandi cappelli. Anche grazie a ciò che beviamo e mangiamo possiamo affrontare al meglio la stagione. In estate spesso e volentieri i momenti del pranzo e della cena sembrano proprio un incubo: non si ha voglia di perdere tempo in cucina, la fame non è tanta come in inverno, l’idea di accendere il fuoco ci fa già sudare. Se anche voi al pensiero di tutto ciò avete oramai caldo, non temete! Per rinfrescarvi, vi proponiamo una semplice e leggera ricetta che non richiede l’accensione dei fornelli: il gazpacho. Si tratta di una preparazione tipica spagnola, apprezzata in estate soprattutto nelle regioni più calde, a base di verdure crude e arricchita con pane raffermo: ecco qui la ricetta.

  • Zuppa di maltagliati vegan ai lupini

    Zuppa di maltagliati vegan ai lupini

    I lupini sono i semi del Lupinus Albus e appartengono alla famiglia dei legumi. Il Lupinus Albus è coltivato in ormai quasi tutti i paesi del Mediterraneo e resiste indenne ai periodi di siccità o di scarsa irrigazione. Molti di voi li avranno sicuramente sentiti nominare, ma non così tanti possono definirsi “amanti” di questi legumi dalle straordinarie proprietà: i lupini, infatti, hanno un’elevata concentrazione proteica e pochissimi carboidrati insieme a una buona quantità di sali minerali, in particolare ferro e potassio. Il prodotti si trova in qualsiasi supermercato e viene venduto già cotto, poiché il tempo di ammollo e cottura è molto lungo e il lupino crudo o poco cotto potrebbe provocare intossicazione alimentare a causa di un alcaloide che solo grazie al calore viene denaturato.
    Ecco una ricetta molto creativa per gustare i lupini non solo come snack da aperitivo, che vi farà ricredere su questi ottimi legumi: zuppa di maltagliati in versione vegan con lupini!

    Per preparare i maltagliati
    Ingredienti:
    - 500 gr di farina di grano duro
    - 240 ml di acqua
    - sale
    Preparazione:
    Disponete la farina in un grande recipiente e versate al centro l’acqua a filo, mischiando nel frattempo con la forchetta. Non appena si sarà formata una palla, iniziate a lavorarla con le mani su un tagliere di legno per cinque o dieci minuti. Fate poi riposare la pasta in un contenitore coperto da un panno umido per un’ora. Trascorso questo tempo, stendete la pasta con un mattarello e realizzate i vostri maltagliati.

    Per la zuppa
    Ingredienti per 4 persone:
    - 200 gr di maltagliati freschi
    - 200 g di lupini sbucciati
    - 50 gr di verdure per soffritto (carota, sedano, cipolla)
    - 1 rametto di rosmarino
    - 2 cucchiai di passata di pomodoro
    - 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
    - 2 litri di brodo vegetale caldo
    - pepe macinato fresco
    Preparazione:
    Prendete una casseruola antiaderente con i bordi alti (abbastanza per contenere il brodo) e fate soffriggere a fiamma bassa il mix di verdure con un cucchiaio di olio. Unite poi il rametto di rosmarino e i lupini, lasciate insaporire qualche minuto e aggiungete il brodo. Dopo aver portato a ebollizione, aggiungete la passata di pomodoro e lasciate bollire per altri 5 minuti. Unite infine i maltagliati, lasciate cuocere per 10 minuti e infine servite la zuppa di lupini calda o tiepida.

  • Peperoni ripieni alla quinoa

    Peperoni ripieni alla quinoa

    La quinoa è una pianta erbacea annuale che appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee, e non delle graminacee come spesso si crede. Non è quindi un cereale, ma il suo utilizzo è molto simile. Essa è originaria del Sud America e ha molte caratteristiche che la rendono un alimento ricco di proprietà nutritive ma, allo stesso tempo, perfetto per qualsiasi tipo di dieta. E’ altamente digeribile e ha poche calorie (circa 360 per 100 gr), con un gusto molto versatile. Contiene minerali (fosforo, zinco, ferro, magnesio), fibre, proteine vegetali e grassi prevalentemente insaturi. Essendo poi priva di glutine, è perfetta per la dieta dei celiaci. Solitamente viene cotta e accompagnata con verdure saltate o stufate, ma noi vi proponiamo una ricetta "all'inverso": peperoni ripieni alla quinoa!

    Ingredienti per 6 persone:
    - 250 gr di quinoa
    - 3 peperoni gialli o rossi
    - 500 ml di brodo
    - succo di mezzo limone
    - 3 cucchiai di prezzemolo tritato
    - 1 cucchiaio di basilico tritato
    - sale e pepe
    - olio extravergine d’oliva

    Preparazione:
    Accendete il forno a 180° in modo che inizi a riscaldarsi. Lavate con cura la quinoa e cuocetela nel brodo secondo le tempistiche indicate nella confezione (deve comunque risultare tenera). Spegnete il fuoco e lasciate riposare per 5 minuti fino a che non si assorbe completamente il liquido. Nel frattempo tagliate a metà i peperoni per il senso della lunghezza. Privateli dei semi, sistemateli su una pirofila e, dopo averli cosparsi di un filo d’olio, infornateli per 10-15 minuti fino a che non diventano morbidi. Mentre aspettate che i peperoni si cuociano, trasferite in una ciotola la quinoa che avevate lasciato asciugare e conditela con il succo di limone, il prezzemolo e il basilico tritati, un pizzico di sale e uno di pepe. Sfornate i peperoni e farciteli con la quinoa condita, decorandoli poi con foglioline di basilico. Serviteli a temperatura ambiente.

  • Estratti, smoothies e acqua detox: arrivano i Natural Bar
  • Il gazpacho, la ricetta dell'estate
  • Zuppa di maltagliati vegan ai lupini
  • Polpette vegane di miglio e piselli
  • Peperoni ripieni alla quinoa
  • Arriva Cerealia, la Festa dei Cereali

Turismo

  • Arbatax, la perla dell'Ogliastra

    Arbatax, la perla dell'Ogliastra

    Arbatax è una frazione del comune di Tortolì, nella provincia dell’Ogliastra, sulla costa orientale della Sardegna. Si trova sulla penisola denominata Capo Bellavista, a ridosso dello Stagno di Tortolì, ed è sede di porto, di stazione ferroviaria e di aeroporto: si trova quindi al centro di scambi commerciali via terra, via mare e via aerea. Insieme a Lanusei, Tortolì è capoluogo della provincia, che conta soltanto 23 comuni e 50 mila abitanti, risultando così la più piccola d’Italia.

    La ricchezza a livello naturalistico di questo piccolo paese e di tutta la provincia dell’Ogliastra è immensa: le spiagge bianche, il mare cristallino famoso in tutto il mondo, l’entroterra selvaggio, la cornice montuosa del Gennargentu. Un vero e proprio paradiso, a cui però non mancano i servizi tipici dei luoghi turistici. Uno degli spettacoli più suggestivi di Arbatax sono le splendide Rocce Rosse che puntellano la costa. I turisti di tutto il mondo giungono fino ad Arbatax per ammirare queste “Dolomiti” di porfido rosso che fuoriescono direttamente dal mare verde.

     

    A proposito delle spiagge, assolutamente da non perdere è Cala Moresca, celebre per la limpidezza del suo mare. Definita una delle spiagge più belle di tutta la costa orientale sarda, risulta un lampante esempio di armonia fra acqua trasparente e roccia imponente, incorniciata dalla tipica macchia mediterranea. Se disponete di una barca o di un gommone (si possono tranquillamente noleggiare) l’argomento “spiagge” sarà per voi uno dei più interessanti. Le cale migliori sono quelle raggiungibili solo via mare (oppure tramite percorsi escursionistici e sentieri) che vi offriranno uno spettacolo decisamente unico, come quello delle Grotte del Bue Marino, in località Dorgali. Tra i servizi a disposizioni del turista, Arbatax offre comunque la possibilità di partecipare a escursioni in barca in gruppo nelle migliori spiagge della zona.

     

    Non mancano poi da svolgere molte attività tra cui le già citate escursioni a piedi o con il “trenino verde” che parte dalla stazione ferroviaria di Arbatax, sia sulle spiagge sia sul monte Gennargentu, il noleggio di quad, gli sport acquatici come canoa ed escursioni subacquee, e naturalmente anche gli sport più comuni quali tennis e volley. Agli amanti del relax è dedicato il centro Benessere Thalasso & SPA all’interno dell’Arbatax Park Resort, dove potrete vivere un’esperienza di benessere accompagnati dall’elemento dell’acqua, seguendo percorsi benessere oppure nell’area fitness con 9 piscine e diverse zone sportive.

    Per quanto riguarda l’entroterra, invece, in zona porto ad Arbatax, oltre alle casette che lo circondano di colori, potrete vedere due torri monumentali che si stagliano sul mare. Sono la torre spagnola di San Miguel e la torre di San Gemiliano, opposte sul promontorio e risalenti al ‘600. Spostandoci verso il paese di Tortolì, ecco altri scenari davvero caratteristici. La chiesa di Sant’Andrea, protettore della città, risale al ‘700 ma nel 1832 è stata colpita dall’esondazione del fiumiciattolo che bagna la zona, il Rio Foddeddu, e si erge nel centro del paese con il suo pieno stile barocco. Al suo interno, numerose opere d’arte la abbelliscono insieme all’altare di marmo. Di particolare interesse storico è il villaggio di nuraghi e monoliti all’uscita del paese, nel parco di San Salvatore, che risale a quasi 2000 anni prima di Cristo.

    Entrando infine in argomento  cibo, uno dei piatti che non potete non assaggiare è la Coccoi Prena, ovvero la tipica focaccia a base di patate molto saporita e gustosa. Per gli amanti dei dolci la scelta è davvero ampia: amaretti, pirichittus (dolcetti cotti al forno e glassati ai gusti di arance o limoni) e il tipico pan’e saba di Tortolì a base di frutta secca.

    Se vi abbiamo fatto venire voglia di visitare la meravigliosa provincia dell’Ogliastra e Arbatax, raggiungere questi luoghi è semplice. Provenendo dal mare, è possibile raggiungere il porto di Arbatax con il traghetto partendo da Civitavecchia o Genova. Se invece avete scelto l’aereo, l’aeroporto di Tortolì-Arbatax vi accoglierà offrendovi collegamenti con il centro della città e con il porto. La rete di strutture ricettive della zona si è molto ampliata negli ultimi tempi e offre soluzioni adatte a tutte le esigenze, dagli hotel e resorts di lusso ai bed&breakfast, agli agriturismi, ai campeggi.

  • Mese della Cultura Internazionale a Roma

    Mese della Cultura Internazionale a Roma

    Per chi ama viaggiare low cost e visitare città d'arte il prossimo mese sarà molto interessante. A Roma parte il Mese della Cultura Internazionale con 100 appuntamenti, di cui ben 80 gratuitiPer la prima volta la Capitale ospita per tutto il mese di giugno e fino al 4 luglio un cartellone unico, con eventi organizzati da 17 Ambasciate e 32 tra Accademie e Istituti di cultura stranieri, in rappresentanza di 34 paesi. 

  • "Picasso e le sue passioni": mostra a Catania

    Pablo Picasso sarà per la prima volta in mostra a Catania con più 200 opere tra disegni e schizzi su carta, ma anche con produzioni care al grande artista: vasi, piatti, brocche, mattonelle decorate, serie di incisioni, dipinti ad olio. Alcune addirittura sono uniche, come due olii e una guache. 

  • Visitare Expo 2015 da turisti responsabili

    Visitare Expo 2015 da turisti responsabili

    I visitatori dell’Expo 2015 a Milano saranno davvero moltissimi. Se ciò può essere d’aiuto alla nostra economia, non lo sarà di certo per l’ambiente, a rischio a causa degli spostamenti, degli alloggi e dell’utilizzo di cibo, acqua e rifiuti da parte dei turisti. Il WWF ha dunque stilato una lista di alcuni consigli da seguire per visitare l’Esposizione nel modo più salutare per l’ambiente, senza rinunciare a questa occasione speciale.

    Innanzitutto, bisogna fare attenzione agli spostamenti. Per raggiungere Milano è meglio utilizzare il treno o l’autobus per ridurre le emissione di CO2. Se invece si preferisce utilizzare la macchina, optate per il car pooling (o car sharing).

    Per l’alloggio potete scegliere tra varie strutture ricettive eco-friendly e agriturismi. Se non sapete da dove partire per cercare, potete trovare aiuto sul sito Wonderful Expo 2015.

    Per muovervi in città, invece, il metodo più comodo è sicuramente la metropolitana, diramata su 5 linee, ma anche i mezzi pubblici in superficie sono molto efficienti. Altri metodi sono sicuramente la bicicletta e la classica passeggiata a piedi. Per tutte le informazioni riguardo i mezzi pubblici visitate il sito dell’ATM.

    Infine, un occhio di riguardo va puntato su cibo, acqua e rifiuti. All’interno del sito espositivo ci sono 32 cassette d’acqua per evitare gli sprechi. Per quanto riguarda il cibo, meglio non avere “gli occhi più grandi della bocca”. Cercate di fare attenzione a quanto cibo comprate, non esagerate con le porzioni e ordinate solo ciò che siete sicuri di mangiare. Separate poi correttamente i rifiuti e date un’occhiata ai totem informativi sempre all’interno del sito: scoprirete quanta energia, materia prima, acqua e CO2 stiamo risparmiando differenziando i rifiuti.

    Ecco dunque i pochi e semplici consigli da seguire per visitare l’Expo 2015 in modo sostenibile. Un invito rivolto a tutti è quello di visitare il Padiglione della Società Civile, sede di incontro di WWF e società civile, a Cascina Trivulza. Se avete occasione, una tappa importante è il Parco Agricolo Sud Milano, che ospita 1400 aziende agricole. Per acquistare prodotti a km 0 a Milano potete recarvi ai mercati contadini degli agricoltori associati alla Confederazione Italiana Agricoltori e i mercati di Campagna Amica Coldiretti.

    Buon Expo a tutti!

  • Arbatax, la perla dell'Ogliastra
  • Mese della Cultura Internazionale a Roma
  • Bellissimi, dolcissimi e simpatici; sono gli asini
  • Visitare Expo 2015 da turisti responsabili
  • Arriva la prima guida turistica vegana

Ambiente

  • Ai ragazzi degli anni Duemila

    Ai ragazzi degli anni Duemila

    Un pensiero impensabile mi attraversa la mente, mentre guardo questo grigio cielo primaverile di Aprile 2015: potremmo essere arrivati all’ultima pagina della storia dell’Umanità!

    Se non riusciamo a risvegliare la Coscienza dei nostri fratelli addormentati, che “non vedono e non vogliono vedere” la subdola piega che ha preso il male oggi; se non riusciamo a scuoterli per richiamarli alla loro responsabilità di “Uomini” custodi del Creato e della Vita; se non possiamo smorzare tutto il rumore che li distrae, spegnere le immagini che li illudono, togliere l’audio alla propaganda che li convince; se non possiamo riempire di nuovo i loro polmoni e il loro cuore con l’aria pulita, il calore del sole, la certezza della verità e la forza del coraggio, noi, questa volta, ci perdiamo! Perdiamo la nostra Madre Terra e con lei la nostra storia e il nostro futuro.
    Intorno a noi gli orrendi segnali del declino, della probabile sconfitta, della fine inesorabile, impietosa e ingiusta che continuiamo a prepararci; segnali non visti, volutamente occultati e sminuiti, tripudio dell’inganno e della menzogna. Segnali di distruzione e di morte: il pegno che richiede il non rispetto della Vita. La storia dell’Umanità è sempre stata critica; in ogni epoca e in ogni angolo del mondo, i popoli della Terra hanno dovuto attraversare prove difficili, ma dai primi anni del nuovo millennio, qualcuno ha alzato il tiro e l’Umanità ha iniziato ha subire colpi su colpi, messi a segno con modalità così nuove, sconosciute, inimmaginabili che non sono state capite o apprese nella loro tragicità e che sono andate felicemente in porto, senza problemi, senza difficoltà. Se siete dei giovani lettori, nati nel 2000, non avete potuto conoscere il cielo del Pianeta Terra, non avete mai visto il suo magnifico colore blu o l’azzurro delle giornate più chiare, non avete idea della luce che filtrava da quel cielo e che rendeva vividi tutti i colori della Terra. Non avete mai sentito, poveri ragazzi, il dolce, gradevole calore del sole che benediceva la Terra regalandole fiori colorati, alberi possenti, erba profumata. Hanno cancellato la bellezza, il piacere, la salute che ti offriva la vita mentre passeggiavi, quando andavi al mare o in montagna o quando semplicemente ti fermavi a guardare quel bellissimo mondo che stava sopra e intorno a te. Da dieci anni tutto questo è stato lentamente e progressivamente cancellato e siamo sprofondati dentro questo mondo grigio, senza sole, senza luce, senza colori e profumi, senza aria, senza stagioni, gli alberi ammalati, i boschi moribondi, l’acqua sporca, i mari agonizzanti. Cosa è successo? Chi si accontenta, chi non vuole vedere e capire dice che l’inquinamento, le macchine, l’industria, l’attività umana produce tutto questo. Ed è sicuramente vero che l’aria è inquinata e non fa bene alla salute dell’uomo, ma queste conseguenze sono troppo oltre e ci sono segnali troppo evidenti di attività desuete, mai viste prima, per cui è impossibile non sostenere che c’è stato qualcosa di molto più grosso!
    Il nostro folle destino è iniziato subito dopo la seconda guerra mondiale, quando il mondo politico ha incominciato a disinteressarsi del mondo militare, finanziandolo senza guardarci dentro e lasciandolo agire indisturbato. 2056 test nucleari dal 1945 ad oggi hanno stravolto gli oceani, sparso radiazioni nel mondo, provocando malattie e morte e devastato l’atmosfera. Era chiaro, anche ai militari, che il nucleare non poteva avere futuro come arma e, pur continuando le ricerche in quell’ambito fino ad arrivare poi ad utilizzarlo come uranio impoverito, anche a costo di ammalare gli stessi soldati che lo utilizzavano (guerra in Kossovo e Bosnia Erzegovina del 1981), la ricerca militare si è orientata verso lo sfruttamento dell’ ambiente come arma, già dal 1968. Risale a quell’anno il libro di Gordon Mac Donald, fisico nucleare, consigliere scientifico della Casa Bianca sotto la presidenza Johnson, “A Meno che Non Scoppi la Pace” all’interno del quale un intero capitolo è dedicato a “ Come Devastare L’Ambiente”. Questo Presidente poi dimostra una mentalità in netto contrasto con la tradizione democratica del “sogno americano” che, a torto, continua ad essere percepito dall’Europa come ancora attuale. Johnson presenta la finalità dei viaggi spaziali, grande novità di quegli anni e che tengono il mondo intero agganciato alla visione di questa immensa avventura, in questi termini:
    “Dallo spazio riusciremo a controllare il clima sulla terra a provocare alluvioni e carestie, a invertire la circolazione negli oceani, a far crescere il livello dei mari, a cambiare la rotta della corrente del Golfo, a rendere gelidi i climi temperati”
    E un uomo che parla in questo modo lo si riconferma alla guida del paese, dopo essere subentrato alla Casa Bianca in qualità di vicepresidente di John Kennedy, assassinato dopo solo due anni dalla sua elezione a Presidente degli Stati Uniti d’America.
    La guerra del Vietnam, iniziata sotto la presidenza Kennedy, è stata l’occasione per sperimentare e perfezionare le nuove armi: chimiche e ambientali. Si attua una devastante deforestazione usando il famigerato Agente Orange, che ancora oggi ammala le popolazioni i cui territori sono stati avvelenati in quegli anni, e si allagano i campi di riso e l’unica via di fuga dei Vietgong tra le foreste incendiate, la via Ho Chi Min, inseminando le nuvole di ioduro d’argento per aumentare la portata delle piogge. Questi esperimenti hanno un grande successo secondo la mentalità militare, che sempre di più e sempre meglio pone l’attenzione sui fenomeni naturali per sfruttarli come armi. E l’economia industriale comprende la portata del business, si unisce alla ricerca militare, ne nasce un connubbio la cui pericolosità viene percepita anche dal Presidente Eisenhower e preannunciata nel suo ultimo discorso alla nazione del 17 gennaio 1961.
    “Questa congiunzione tra un immenso corpo di istituzioni militari ed un’enorme industria di armamenti è nuovo nell’esperienza americana. Non dobbiamo mai permettere che il peso di questa combinazione di poteri metta in pericolo le nostre libertà o i processi democratici. Non dobbiamo presumere che nessun diritto sia dato per garantito. Soltanto un popolo di cittadini all’erta e consapevole può esercitare un adeguato compromesso tra l’enorme macchina industriale e militare di difesa ed i nostri metodi pacifici ed obiettivi a lungo termine in modo che sia la sicurezza che la libertà possano prosperare assieme.. »
    Non è andata così; i popoli, oltre quello americano, non sono stati all’erta, non hanno vigilato sulla loro democrazia, non hanno difeso la loro libertà, non hanno voluto acquisire alcuna consapevolezza, delegando, sia la gestione della cosa pubblica, sia una vasta fetta della vita individuale, lasciandosi convincere dalla pubblicità che era più comodo e più piacevole vivere senza responsabilità, pensando solo a consumare. E mentre i popoli mangiavano hamburger, bevevano coca-cola, si compravano la macchina e andavano in vacanza in moto, dei moderni “apprendisti stregoni”, definiti scienziati, giocavano con la pioggia, le nuvole, i venti, le onde elettromagnetiche, le frequenze. Pur non sapendo le conseguenze a cui esponevano la Terra non hanno esitato a fare esplodere nell’atmosfera “armi nucleari multi megatoni” danneggiando in modo permanente la fascia più bassa delle “cinture di Van Allen” una zona dell’atmosfera appena scoperta negli anni ’60 di cui non si conosceva ancora nulla. Queste attività hanno sconvolto l’equilibrio naturale del sistema Planetario di cui l’atmosfera è parte integrante e che avrebbe dovuto essere studiata, compresa, rispettata piuttosto che devastata a suon di bombe di potenza sempre più elevata. Sulla Terra le conseguenze sono state un progressivo peggioramento della qualità della vita: sconvolgimenti climatici, intensificazione dei disastri ambientali, abbondanti malattie fino a vedere lo spettacolo odierno in cui le possibilità di sopravvivenza si stanno realmente azzerando.
    Questa convergenza di interessi, militare e industriale, ha prodotto una proliferazione abnorme di tecnologie e invenzioni gran parte delle quali sono rivolte alla manipolazione e al controllo del clima e del tempo ed esistono centinaia di brevetti, depositati presso l’ufficio brevetti degli STATI UNITI, riguardanti la manipolazione climatica a testimonianza degli interessi culturali di generazioni tutte tese all’emulazione della massima potenza creatrice: diventare un dio capace di scagliare tuoni, fulmini e tempeste, padroni dei terremoti, degli uragani, delle alluvioni o delle siccità.
    Il progetto delle forze armate americane “Weather as a force multiplier: owning the weather in 2025. ( Il clima come moltiplicatore di forza. Possedere il clima entro il 2025)” è estremamente esplicativo delle scelte adottate e portate avanti dal mondo militare del nuovo millennio.
    E non è rassicurante la recente affermazione di David Walker, vice segretario della Air Force per la scienza, la tecnologia e l’ingegneria in una audizione tenuta presso il Senato Americano che risponde alle domande della senatrice Lisa Murkowski:
    “Ci stiamo muovendo verso altri modi di gestione della ionosfera, cosa per cui HAARP è precisamente progettato, immettere energia nella ionosfera per poterla realmente controllare. Ma questo lavoro è già stato completato.”
    La società civile non ha avuto modo di conoscere e comprendere né la necessità, né l’utilizzo del “progetto HAARP” : 180 torri di trasmissione puntate contro la ionosfera, costruito in Alaska e sostenuto dal Brevetto degli Stati Uniti, numero 4686605, rilasciato l’11/8/1987, inventato da Bernard J. Eastlund, dal Titolo “Metodo ed apparato per alterare una regione nell’Atmosfera, Ionosfera e/o Magnetosfera della Terra”. Mentre ci accorgiamo di non avere avuto alcuna reale conoscenza di questa tecnologia, che sappiamo essere stata riprodotta in molti altri luoghi della Terra, apprendiamo anche che con una decina di anni di anticipo, certi traguardi sono felicemente stati raggiunti e ci si appresta a fare altro! Questo “altro” è naturalmente segreto e le società civili dovranno rincorrerlo, risalendo i pessimi effetti che sono destinati ad incontrare nella vita quotidiana degli anni 2000.
    Pochi raccontano con lealtà cosa è successo nel mondo scientifico-militare-industriale dagli ultimi decenni del ‘900. Una autorevole ricercatrice, scienziato di fama internazionale, laureata in biometria, con specializzazioni in biologia e biochimica, è sicuramente Rosalie Bertell. Come massima esperta degli effetti da radiazioni sulla salute umana ha fondato e presieduto la Commissione Medica Internazionale Chernobyl e la Commissione Medica Internazionale Bhopal. Ha ricevuto importanti incarichi di consulenza scientifica sia dal governo Americano che Canadese ed essendo una suora, ha potuto diffondere, senza timori di ritorsioni, la consapevolezza acquisita in una vita di ricerche al seguito delle forze armate attraverso seminari, conferenze, articoli e scrivendo il testo:
    "Planet Earth the Latest weapon of War" Pianeta Terra: l’Ultima Arma da Guerra).
    Nel libro la Bertell cita una indagine di due giornalisti americani tra gli scienziati dissenzienti:
    “ANGELS DON'T PLAY THIS HAARP -- Advances in Tesla Technology - by Dr. Nick Begich and Jeane Manning - 1997
    E’ da queste fonti, non tradotte e non lette, che apprendiamo le cause reali degli attuali tragici problemi dell’Umanità e della Terra. La Bertell identifica nella fiducia eccessiva che riponiamo negli eserciti il più grave problema per l’ambiente.
    “Ho cominciato a capire che era di routine per i militari rilasciare radiazioni e che erano gli stessi a fissare gli Standard per le radiazioni”
    “Mentre esiste una legittima necessità per una forza di polizia nella comunità globale, non ve ne è una logica, per una forza militare”
    “Gli eserciti dovrebbero essere riconvertiti in forze per la protezione civile, la ricostruzione e la riparazione dei danni provocati all’ambiente”.
    “Mentre la comunità civile della Terra ha cercato di liberarsi dalle armi nucleari negli ultimi 65 anni, alcune nazioni sviluppate economicamente si sono avventurate nell’arena della geo-guerra. I geo-armamenti sono stati di recente introdotti al grande pubblico come un “nuovo” modo, ad alta tecnologia, per limitare le conseguenze del riscaldamento globale, che è stato chiamato GEOINGEGNERIA. La geoingegneria è definita come l’ingegnerizzione climatica su scala planetaria della nostra atmosfera: il che significa manipolare il nostro clima, i nostri oceani e lo stesso pianeta. I metodi che vengono proposti in geoingegneria sono già diventati una realtà nonostante la totale assenza del pubblico dibattito, senza alcuna informazione, senza una supervisione democratica.”
    “Non sono solo gli USA responsabili di questo attacco ad alta tecnologia al sistema terrestre. Perlomeno Russia, Cina, Regno Unito, Australia, Canada e Giappone sono coinvolti. I geo-guerrafondai vorrebbero uscire allo scoperto con esperimenti ancora più rischiosi, ottenendo l’approvazione pubblica e magari anche il titolo di “eroi del cambiamento climatico”!

    Alla conferenza di Copenhagen sul cambiamento climatico, nel 2010, i geoguerrieri ebbero il loro momento di gloria, mascherando la geoingegneria come una “soluzione al problema del cambiamento climatico” ( Articolo inedito 2010 di Rosalie Bertell)

    Queste le ultime parole di una scienziata onesta che amava la Terra; questo il testamento lasciato in eredità a chi ama il Pianeta, a chi vuole che la Vita possa continuare per i nostri figli su questa Terra.

     

    Magda Piacentini (Riprendiamoci il Pianeta)

     

  • So cosa mangio, la nuova sfida di Greenpeace

    So cosa mangio, la nuova sfida di Greenpeace

    Chi di voi sa cosa mangia? La risposta può sembrare ovvia, ma in realtà non lo è. Non sappiamo da dove viene e non conosciamo chi produce il cibo che mangiamo. Greenpeace lancia un appello per cambiare questa situazione e salvare tutti insieme il nostro cibo.

    L’agricoltura industriale è purtroppo un sistema “malato”. Malato significa che è controllato da un gruppo molto ristretto di multinazionali ed è caratterizzato dall’impiego di fertilizzanti di sintesi, di pesticidi e di OGM. Questo tipo di sistema, completamente in mano alle grandi aziende agroalimentari e alle più importanti della chimica, sta compromettendo la salute delle risorse naturali del nostro pianeta e della fauna selvatica: la conseguenza è la contaminazione delle acqua e del suolo, e ovviamente anche del nostro cibo, e il progressivo impoverimento degli agricoltori. 

    Ecco perché Greenpeace propone la “cura” per questa grave malattia: l’agricoltura sostenibile. Ciò che rende questo tipo di agricoltura molto diversa da quella industriale è lo stretto rapporto tra chi produce e chi consuma, ma è anche la perfetta simbiosi tra l’innovazione tecnologica e il rispetto per la biodiversità e per la Natura. L’agricoltura sostenibile protegge gli ecosistemi e fornisce nello stesso tempo alimenti sani, promuovendo lo sviluppo rurale con soluzioni economicamente convenienti e non danneggiando il clima e il Pianeta.

    Greenpeace ci sfida a sentirci di nuovo “consumatori consapevoli, genitori, amanti del cibo, agricoltori moderni e innovativi, politici e imprenditori che guardano al futuro”. Collaboriamo per costruire un futuro sostenibile: combattiamo insieme la malattia del sistema agricolo industriale! Uniamoci anche noi a Greenpeace e accettiamo la sua sfida scegliendo un’azione positiva tra quelle proposte nella pagina dedicata: già più di 13.400 sono entrati in azione!

    Visita il sito per saperne di più e, partecipando, anche tu potrai dire: So cosa mangio (#socosamangio)!

  • Allarme Natura, la nuova campagna ambientalista

    Allarme Natura, la nuova campagna ambientalista

    Al via da ieri 12 maggio fino al 24 luglio la nuova campagna web "Allarme Natura" di 100 associazioni ambientaliste di tutta Europa per salvare la Natura e la biodiversità dalla deregulation proposta da Juncker, presidente della Commissione Europea. BirdLife Europa (Lipu in Italia), WWF, EEB (di cui fanno parte Legambiente, Fai, Pronatura e Mamme Antismog) e Friends of the Earth Europa stanno dando la possibilità ai cittadini di ribellarsi contro le minacce alla protezione della Natura e di far sentire la propria voce per quanto riguarda il rafforzamento delle leggi europee per la salvaguardia della biodiversità.

    Sulla pagina dedicata da WWF è possibile prendere parte alla consultazione della Commissione Europea, tramite la quale si sta cercando di valutare la coerenza e l’efficacia delle direttive sui temi Habitat e Uccelli. Ricordiamo che queste due direttive sono le più forti del mondo e permettono all’Europa di avere la più grande rete di aree protette del mondo, denominata Natura 2000.

    Per firmare la petizione visitate il sito di WWF Italia, di Legambiente e di Lipu.

    Ecco infine il video della campagna con la voce narrante di Claudio Bisio.

    Partecipiamo insieme alla salvaguardia del nostro Mondo: la Natura ha bisogno di noi!

  • I gusci di noce per ottenere energia e calore

    I gusci di noce per ottenere energia e calore

    Le noci aiutano la Terra: in California producono energia trasformando una fattoria in una mini centrale green. Chissà se Newton, quando scoprì la forza di gravità grazie alla famosa mela caduta dall’albero, sarebbe arrivato alle stesse conclusioni se fosse stato seduto sotto un albero di noci!

  • Ai ragazzi degli anni Duemila
  • Per salvare la barriera corallina serve la geoingegneria
  • So cosa mangio, la nuova sfida di Greenpeace
  • La prossima fine del ghiacciaio Larsen
  • Allarme Natura, la nuova campagna ambientalista
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il Giornale (gli ultimi 6 Articoli che abbiamo scritto)

Sono una donna ed esplodo, senza problemi

Sono una donna ed esplodo, senza  problemi

Sono una donna ed esplodo, senza problemi

Ilaria Cusano

La gestione delle emozioni, in questo particolare periodo storico, e' parecchio problematica ­dobbiamo ammetterlo: in quanto a intelligenza emotiva, abbiamo solo margini di miglioramento e quasi tutto da imparare.

Viva le donne

Viva le donne

Viva le donne

Antonia Murgo

Ci avviciniamo a quella data, il 25 novembre, fissata dalle istituzioni al fine di ricordare la violenza che le donne subiscono nella nostra società. Le statistiche, infatti, ci ricordano che, a fronte del calo dei casi di delitti comuni, il numero degli omicidi di genere, cioè contro le donne, non conosce nessuna flessione. E come potrebbe essere diversamente?

Altrostile veramente!

Altrostile veramente!

Altrostile veramente!

Ilaria Cusano

Il 7 novembre scorso ho avuto la gioia e l'onore di partecipare a un evento, a Milano, organizzato e promosso da un movimento di nome Incitement. Gioia per tutto ciò che ti racconterò in questo articolo; onore, perché HO VINTO questa partecipazione, avendo creato il concept del titolo che poi ha prevalso come migliore - era stato organizzato un contest, per la scelta del titolo.

Estratti, smoothies e acqua detox: arrivano i Natural Bar

Estratti, smoothies e acqua detox: arrivano i Natural Bar

Estratti, smoothies e acqua detox: arrivano i Natural Bar

Si chiama Vitamin Chic - Smart Juice e sembra essere il primo Natural bar - Personal Juice d’Italia, che, importato direttamente da Los Angeles, mette a disposizione una gamma completa di prodotti interamente naturali e biologici, insieme ad una linea di detox a base di succhi personalizzabili secondo le specifiche esigenze di ogni organismo.

Casa Alekos

Casa Alekos

Casa Alekos

Annamaria Ghirardello

Sinossi dell'opera “Casa Alekos” :
Viaggiare e sentire che ovunque vai torni a casa a scoprire che l'essenzialità ti insegna a relazionarti con il tutto nel piacere di godere il pulsare nella naturalezza dell'esistenza.

L'importante è vincere

L'importante è vincere

L'importante è vincere

Antonia Murgo

L’attività e le varie discipline sportive si sono evolute con l’essere umano e hanno contribuito a segnare ogni epoca diventandone un indicatore dello spirito del tempo. Conferma di questo è la nascita delle prime gare sportive chiamate Olimpiadi che furono concepite come cerimonie religiose in onere degli Dei.

Stili di vita

  • Crema doposole fai-da-te

    Crema doposole fai-da-te

    Che siate in spiaggia a rilassarvi, in montagna a passeggiare o in città a vivere la vita di tutti i giorni, non fa differenza: il caldo torrido non risparmia nessuno e le scottature sono sempre in agguato. Certo, perché anche solo andare al lavoro in bicicletta può arrossire la nostra pelle. E’ quindi necessario, a fine giornata, non solo reidratare in profondità, ma anche lenire. Sudore e sole possono indebolire la nostra pelle, ma con i giusti accorgimenti la aiuteremo a reagire alle difficoltà della bella stagione: ecco dunque una semplice ricetta per autoprodurre una crema doposole idratante adatta a tutte le età!

    Ingredienti:
    - 25 gr di burro di Karitè
    - 35 gr di olio vegetale (ad esempio mandorle dolci)
    - 45 gr di gel di aloe vera
    - 10 gocce di olio essenziale di lavanda

    Preparazione:
    Mettete a bagnomaria il burro di Karitè e l’olio vegetale fino a completo scioglimento (attenzione a non far bollire!). Dopo aver lasciato raffreddare il composto, frullatelo per ottenere la consistenza perfetta di una crema. A questo punto aggiungete il gel di aloe vera e frullate nuovamente. Terminate inserendo nella crema l’olio essenziale. Riponete in un barattolo chiuso e utilizzate al bisogno, facendo attenzione però all’olio vegetale, che tende a irrancidire in breve tempo: per rallentare questo processo, potete provare a conservare la crema in frigorifero.

    Avete dunque realizzato il vostro doposole fatto in casa con ingredienti completamente naturali, che grazie alle straordinarie proprietà degli ingredienti è ideale per scottature, eritemi solari, ma anche piaghe, dermatiti, irritazioni, pelle secca... Provare per credere!

  • 10 regole per usare bene il frigo

    10 regole per usare bene il frigo

    Avreste mai pensato che anche l’uso del frigorifero, l’elettrodomestico più comune e facile da usare, necessitasse di alcune regole per ottimizzare le sue funzioni? In realtà, anche se la maggior parte di noi non si sarà mai posta il problema, un buon utilizzo del frigorifero è il metodo migliore per assicurare qualità e durevolezza ai nostri cibi. In occasione di Expo 2015, il Ministero della Salute ha realizzato il decalogo per usufruire al meglio dei benefici non sempre scontati che questo elettrodomestico può offrirci.

    1. Mantenete la temperatura del frigorifero sempre intorno ai 4-5°C, i cibi si conserveranno molto meglio. Ricordate di aprirlo solo quando è necessario e di richiuderlo in tempi brevi. Se non disponete di un frigorifero recente con display che indica la temperatura, basta posizionare un termometro sui diversi ripiani: in questo modo potrete verificare la temperatura e regolarla in base ai risultati .
    2. Tenete presente che ogni zona del frigorifero ha una temperatura diversa. La zona meno fredda è lo sportello, quella più fredda è il ripiano più basso, esattamente sopra i cassetti per le verdure, la cui temperatura generalmente misura 2°C. Occorre dunque organizzare gli alimenti facendo attenzione anche a dove li sistemate. Per indicazioni ancora più precise rivolgetevi comunque al libretto di istruzioni.
    3. Non lasciate gli alimenti in frigorifero oltre la data di scadenza. Essa è sempre riportata sulla confezione e, in alcuni casi, sono anche indicate le condizioni in cui conservare quello specifico prodotto.
    4. Ogni alimento ha la sua specifica temperatura di conservazione. Per quanto riguarda la verdura e la frutta, vanno conservate negli appositi cassetti, la cui temperatura è generalmente più alta. Il freddo, infatti, potrebbe danneggiarle. Gli spazi sullo sportello sono dedicati ai prodotti che necessitano di una leggera refrigerazione, come ad esempio le bibite.
    5. Non tutti gli alimenti si conservano bene in frigorifero. La frutta esotica, gli agrumi, i pomodori, i fagiolini, le zucchine e i cetrioli soffrono molto il freddo e potrebbero rovinarsi se refrigerati. Il pane, poi, diventa raffermo più velocemente con le basse temperature. Frutta e verdura non ancora mature devono essere conservate a temperatura ambiente.
    6. Se cucinate una pietanza e necessitate di riporla in frigorifero, come nel caso degli avanzi, aspettate che sia completamente fredda. Eviterete bruschi innalzamenti di temperatura e condense che possono danneggiare gli altri cibi.
    7. Separate sempre gli alimenti crudi da quelli cotti o già pronti per essere consumati. I microrganismi presenti nei primi potrebbero trasferirsi su alimenti che prima del consumo non necessitano di ulteriori trattamenti termici.
    8. Utilizzate contenitori puliti e chiusi, evitando di riporre i cibi direttamente nel piatto, sia per non sporcare, sia per questioni di spazio. Se riuscite, è sempre preferibile lasciare i cibi nella confezione originale per poter consultare al bisogno le indicazioni di conservazione e la data di scadenza.
    9. Effettuate periodicamente una corretta manutenzione del vostro frigorifero, seguendo comunque il libretto di istruzioni. Per pulirlo, potete utilizzare prodotti specifici, acqua e bicarbonato oppure acqua e aceto. Verificate anche che non vi siano accumuli di ghiaccio sulle pareti: garantirete così il suo perfetto funzionamento.
    10. Infine, non sovraccaricate con troppi alimenti, ovvero non lasciatevi tentare dalle scorte troppo abbondanti. Non solo riuscirete a evitare il deterioramento dei cibi “in più”, ma, se lo spazio non è sufficiente, l’aria all’interno del frigorifero non circola bene e la temperatura non sarà quindi omogenea. Una buona abitudine, inoltre, è quella di riporre i cibi nuovi sotto o dietro quelli già presenti.

    Ecco come sfruttare al meglio i benefici dell’elettrodomestico per eccellenza: seguendo queste 10 regole fondamentali, i nostri cibi ne guadagneranno certamente in freschezza e qualità e noi in salute!

  • Maschera per capelli all'avocado

    Maschera per capelli all'avocado

    Doppie punte, chioma ingestibile, lunghezze secche e poco luminose. Sono questi i sintomi più comuni dei capelli poco nutriti. Per curarli, molto spesso ci rivolgiamo a prodotti che peggiorano il loro aspetto, poiché pieni di siliconi e di sostanze nocive. Tanti altri prodotti invece hanno un effetto temporaneo, a causa del quale ci sembra di aver risolto il problema, ma appena cambiamo prodotto la situazione torna esattamente com’era in precedenza.

    Invece che spendere soldi e tempo in shampoo sbagliati e trattamenti dal parrucchiere, possiamo risolvere il problema rivolgendoci semplicemente alla Natura. Esiste un’infinità di maschere e di impacchi per capelli secchi da realizzare in casa con ingredienti semplici e poco costosi. Uno degli ingredienti più amati dalle donne e ragazze appassionate di impacchi fai-da-te è l’avocado: ecco dunque la ricetta di una maschera per capelli secchi a base di avocado, da realizzare in casa in poche mosse e con nessun investimento!

    Prendete un avocado e sbucciatelo. Toglietegli poi la polpa e mettetela in un recipiente insieme a un cucchiaio di olio di oliva (se avete le radici tendenti ad essere grasse attenzione a non esagerare con l’olio!) e una chiara d’uovo. Sbattete gli ingredienti insieme fino a che la miscela non diventa omogenea. Se avete un frullatore, potete tranquillamente usarlo. Applicate dunque la maschera sui capelli asciutti e insistete in particolare sulle punte. Lasciate in posa dai 5 ai 10 minuti e risciacquate con abbondante acqua. Procedete poi al lavaggio normale.

    Utilizzate questo rimedio con costanza e i risultati non tarderanno ad arrivare!

  • Crema doposole fai-da-te
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Ecologia

  • 5 azioni per risparmiare energia in estate

    5 azioni per risparmiare energia in estate

    Inizia oggi la Settimana Europea dell'Energia Sostenibile fino al 19 giugno.
    Ecco allora poche e semplici regole che arrivano da Mce Lab, l'Osservatorio sul vivere sostenibile promosso da Mostra Convegno Expocomfort, che ci aiuta a rinfrescare la nostra casa nel rispetto dell'efficienza energetica.

  • La Gardaland a elettricità zero

    La Gardaland a elettricità zero

    Un parco divertimenti completamente a elettricità zero: sembra un’idea fantascientifica, un progetto che potrà esistere solo fra venti, trenta, quarant’anni… E invece, la cosiddetta “Gardaland dei poveri” esiste già, in provincia di Treviso. Ha un nome molto particolare, “Osteria ai pioppi”, e si trova a Nervesa della Battaglia, in uno splendido parco immerso tra pioppi, betulle, olmi, castagni e platani. Il biglietto d’entrata non costa nulla, l’unico contributo richiesto ai visitatori è quello per il cibo, quindi di non portarsi il pranzo al sacco ma di rifocillarsi nel ristorante con pietanze rigorosamente tipiche venete (dal baccalà al pane con la soppressa) a prezzi decisamente abbordabili.

    La particolarità di questo parco divertimenti futuristico è che nessuna giostra è azionata da elettricità (soltanto il pendolo richiede un parziale contributo dell’energia elettrica), ma il vero motore delle attrazioni è l'energia di chi ci sale. Più che futuristico, sembra un luna park della Preistoria, un luogo quasi primitivo, ma questo non significa che il suo obiettivo non sia eccezionale come quello di altri progetti: i costi sono notevolmente abbattuti (pensate che la bolletta annua è di soli 90 euro!) e i rischi per l’ambiente più che dimezzati. I visitatori sono invitati a partecipare attivamente al proprio divertimento e, se notano che qualche giostra sta per rompersi, devono avvisare il responsabile.

    L’ideatore, Bruno Ferrin, ha affittato il parco nel 1969 e lo ha trasformato costruendo e inventando 45 giostre con le sue mani. Ora che il parco è di sua proprietà, a 78 anni, ha ancora moltissime idee su nuove attrazioni e collaborazioni per rendere il suo parco “fai-da-te” ancora migliore. Guardian, il quotidiano inglese, ha inserito l’”Osteria ai pioppi” tra le dieci attrazioni più bizzarre e fatte a mano del mondo tra America, Spagna, Thailandia e Vietnam e ogni anno giornalisti di quotidiani e televisioni da tutto il mondo visitano il parco e richiedono interviste al suo geniale creatore, ma non solo: un imprenditore cinese ha chiesto la consulenza di Ferrin per costruire la gemella dell'"Osteria ai pioppi" in Cina.

    Insomma, un’idea davvero originale e assolutamente green da cui tutto il mondo ovrebbe prendere spunto: progetti del genere ci fanno capire che lo svago non è direttamente proporzionale al suo costo, ma spesso basta davvero poco per divertirsi facendo del bene a se stessi e alla Natura.

  • Energia pulita in casa con Powerwall

    Energia pulita in casa con Powerwall

    Il futuro dell’energia casalinga è già qui, e ha un nome. Si chiama Powerwall e arriva direttamente dalla ditta Tesla: si tratta di un accumulatore di energia elettrica pensato sia per abitazioni sia per aziende (con potenza e dimensioni differenti), che funziona grazie a dei pannelli solari attivi durante tutta la giornata.

    Powerwall sarà in grado di immagazzinare una riserva di energia fondamentale in caso di sovraccarico o di blackout. E’ costituita da un solo blocco, che si monta al muro, dal design particolarmente accattivante, ed è munita di una batteria ricaricabile agli ioni litio corredata da sistema di raffreddamento a liquido.

    Le potenze dei due modelli proposti sono rispettivamente 10kWh e 7kWh, disponibili a 3500$ e 3000$ con garanzia di 10 anni. Compatibile con sistemi di corrente bifase e trifase, il suo voltaggio raggiunge i 350-450V e la batteria è in grado di operare tra i -20° e i +43°.

    L’acquisto della Tesla Powerwall è possibile solo su prenotazione e ha avuto un enorme successo già nella prima settimana dopo il lancio: 38mila prenotazioni per la versione domestica, 2.800 per quella potenziata. Numeri straordinari, che impegneranno gli stabilimenti Tesla circa fino al 2016.

    Le vendite effettive e le installazioni inizieranno quest’estate negli USA e nei mesi successivi anche in Italia.

  • 5 azioni per risparmiare energia in estate
  • La Gardaland a elettricità zero
  • Energia pulita in casa con Powerwall

Societa'

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  • Altrostile veramente!
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