Una finanza responsabile è possibile se la cerchiamo

Come cercare un profitto finanziario senza rinunciare ai principi etici

Una finanza responsabile è possibile se la cerchiamo

Uomini d’affari senza scrupoli che maneggiamo i nostri soldi con satanica dimestichezza: questo è il consueto modello con il quale dipingiamo le persone che si interessano di denaro. Eppure, è possibile cercare un profitto finanziario senza rinunciare per forza a sostenere principi etici. Questa è l’idea che sta alla base della finanza socialmente responsabile, ovvero quegli investimenti volti a finanziare attività economiche rispettose del concetto di sviluppo sostenibile. La storia Fin dal XVIII secolo alcune correnti di pensiero ritenevano ingiusta la scelta di investire i propri risparmi in attività economiche che facevano uso di schiavi o coinvolte nel gioco d’azzardo o collegate alla produzione di armi, tabacco e alcolici. Il primo fondo d’investimento etico al mondo venne introdotto nel 1928. Gli investimenti responsabili, come li conosciamo oggi, nacquero negli anni ’60 del novecento negli Stati Uniti in seguito alle contestazioni studentesche per la guerra nel Vietnam. Venivano criticati i fondi pensioni che investivano in quote azionarie di aziende coinvolte nel conflitto. Dopo circa 20 anni il fenomeno si diffuse anche in Europa partendo dal Regno Unito. In Italia gli investimenti responsabili fecero la loro comparsa alla fine degli anni ’90 con la costituzione di un comparto etico di una banca di interesse nazionale. I pregiudizi La sensibilità riguardo alle questioni dello sviluppo sostenibile è molto più diffusa oggi che in passato, tuttavia, per gli investimenti, rimangono radicati alcuni pregiudizi che frenano la loro espansione. Il più diffuso riguarda il rendimento: molti considerano questo tipo di investimento più come una buona azione, piuttosto che uno strumento attraverso il quale mettere a frutto i propri risparmi. Invece, la finanza responsabile ha dimostrato nel corso degli anni che i rendimenti non vengono compromessi dalla scelta di privilegiare imprese attente ai principi ambientali, sociali e di buona gestione del personale. Anzi, spesso, soprattutto nel medio-lungo periodo i rendimenti sono più interessanti. Oggi in Italia e in Europa In Italia gli investimenti responsabili non sono ancora veramente decollati e rappresentano una quota marginale del patrimonio finanziario. Secondo i dati ufficiali alla fine del 2012 le famiglie italiane hanno investito in questi strumenti solo l’1% delle masse totali dei fondi comuni. In Europa, invece, la diffusione è più consistente: si arriva al 12% del patrimonio totale. Gli investimenti sostenibili hanno dunque una storia radicata nei secoli e ancora molta strada da fare. Liberiamoci dai pregiudizi e chiediamo a chi gestisce il nostro denaro di parlarcene. è un modo concreto per essere utili al miglioramento della vita di tutti, pur prendendoci cura dei nostri interessi.

Glossario:  

Sri – Socially responsible investing: attività di investimento che mira a finanziare attività economiche che perseguano il concetto di sviluppo sostenibile, cioè la responsabilità ambientale, sociale e di buona gestione del personale.

 

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