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Come utilizzare l’aglio per migliorarne le potenzialità benefiche

L’utilizzo dell’aglio come “rimedio naturale”

Come utilizzare l’aglio per migliorarne le potenzialità benefiche

L’utilizzo dell’aglio come “rimedio naturale” ha origini molto lontane, ma cosa ci dice la scienza riguardo a questo alimento? Gli studi fino ad oggi realizzati non hanno ottenuto prove schiaccianti a favore dell’aglio, questo perché non è semplice studiare un alimento così particolare, bensì risulta molto più fattibile condurre studi di laboratorio sui composti dell’aglio che sembrano essere protettivi per la salute.

Tuttavia, analizzando i risultati raccolti dagli studi sull’uomo, unitamente alle opinioni scientifiche di istituzioni riconosciute, non si può negare che qualche lo abbia mostrato. Partendo dalla proprietà più conosciuta e discussa, ovvero quella ipotensiva, sono stati condotti diversi studi su gruppi di persone, sia utilizzando l’aglio come alimento, sia sotto forma di estratti; la maggior parte di questi studi hanno mostrato una lieve riduzione della pressione sanguigna nei gruppi di persone che consumavano aglio, se confrontati con gruppi che non l’avevano assunto. 

Per quanto riguarda la prevenzione oncologica invece, la maggior parte degli studi condotti sono ancora a livello di tessuti cellulari o su modelli animali, mentre i pochi studi condotti sull’uomo sono ricerche di popolazione. Da queste ricerche però si è già ottenuto qualche risultato, tanto che il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro, nel report pubblicato nel 2007 su alimentazione, stili di vita e rischio di cancro, e nei successivi aggiornamenti, dichiara “probabile” l’evidenza che il consumo regolare di aglio sia correlato con un minor rischio di insorgenza di tumore, in particolare dello stomaco e del colon.
Uno dei composti fitochimici maggiormente presenti nell’aglio è chiamato alliina, questa sostanza è inodore e soprattutto sembra non avere alcuna attività biologica. È molto interessante però notare che all’interno dell’aglio è presente anche un enzima, chiamato allinasi, in grado di convertire l’alliina presente nell’aglio in allicina, molecola che sprigiona il tipico odore pungente dell’aglio; l’allicina sembra anche la principale responsabile degli effetti benefici legati all’aglio.
Nell’aglio interno, l’alliina e l’enzima allinasi non sono a contatto, mentre quando l’aglio viene tritato l’enzima viene a contatto con l‘alliina, trasformandola così in allicina.

aglio
Da questo breve discorso, un po’ complesso, si può capire che consumare l’aglio tritato, oppure sfregato su una bruschetta, ne può aumentare sensibilmente le proprietà benefiche.
Infine, è importante ricordare che l’enzima allinasi è sensibile alle temperature, quindi se si cuoce l’aglio intero si rischia di inattivare l’enzima e non permettere più la trasformazione dell’aliina in allicina. Per ovviare a questo, uno studio scientifico ha mostrato che se si trita l’aglio prima di cuocerlo, si dà il tempo all’enzima di trasformare l’alliina in allicina, e quest’ultima risulta più resistente alla cottura. Tuttavia, anche utilizzando la tecnica di tritare l’aglio qualche minuto prima della cottura, è bene sapere che con cotture superiori ai 10 minuti si può avere una perdita quasi completa delle attività dell’allicina, quindi per preservarne le proprietà è sempre meglio preferire cotture brevi.

Riferimenti bibliografici

Cavagnaro PF, Camargo A, Galmarini CR, Simon PW. Effect of cooking on garlic (Allium sativum L.) antiplatelet activity and thiosulfinates content. J Agric Food Chem, 2007.

Ried K, Frank OR, Stocks NP, Fakler P, Sullivan T. Effect of garlic on blood pressure: a systematic review and meta-analysis. BMC Cardiovasc Disord, 2008.

Stabler SN, Tejani AM, Huynh F, Fowkes C. Garlic for the prevention of cardiovascular morbidity and mortality in hypertensive patients. Cochrane Database Syst Rev, 2012.

World Cancer Research Fund (WCRF) and American Institute for Cancer Research (AICR). Food, Nutrition, Physical Activity, and the Prevention of Cancer: a Global Perspective. Washington DC, 2007.

World Cancer Research Fund / American Institute for Cancer Research. Continuous Update Project Report. Food, Nutrition, Physical Activity, and the Prevention of Colorectal Cancer. 2011

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