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Ai ragazzi degli anni Duemila

"Perdonandoci, possiate voi salvare la Terra!"

Ai ragazzi degli anni Duemila

Un pensiero impensabile mi attraversa la mente, mentre guardo questo grigio cielo primaverile di Aprile 2015: potremmo essere arrivati all’ultima pagina della storia dell’Umanità!

Se non riusciamo a risvegliare la Coscienza dei nostri fratelli addormentati, che “non vedono e non vogliono vedere” la subdola piega che ha preso il male oggi; se non riusciamo a scuoterli per richiamarli alla loro responsabilità di “Uomini” custodi del Creato e della Vita; se non possiamo smorzare tutto il rumore che li distrae, spegnere le immagini che li illudono, togliere l’audio alla propaganda che li convince; se non possiamo riempire di nuovo i loro polmoni e il loro cuore con l’aria pulita, il calore del sole, la certezza della verità e la forza del coraggio, noi, questa volta, ci perdiamo! Perdiamo la nostra Madre Terra e con lei la nostra storia e il nostro futuro.
Intorno a noi gli orrendi segnali del declino, della probabile sconfitta, della fine inesorabile, impietosa e ingiusta che continuiamo a prepararci; segnali non visti, volutamente occultati e sminuiti, tripudio dell’inganno e della menzogna. Segnali di distruzione e di morte: il pegno che richiede il non rispetto della Vita. La storia dell’Umanità è sempre stata critica; in ogni epoca e in ogni angolo del mondo, i popoli della Terra hanno dovuto attraversare prove difficili, ma dai primi anni del nuovo millennio, qualcuno ha alzato il tiro e l’Umanità ha iniziato ha subire colpi su colpi, messi a segno con modalità così nuove, sconosciute, inimmaginabili che non sono state capite o apprese nella loro tragicità e che sono andate felicemente in porto, senza problemi, senza difficoltà. Se siete dei giovani lettori, nati nel 2000, non avete potuto conoscere il cielo del Pianeta Terra, non avete mai visto il suo magnifico colore blu o l’azzurro delle giornate più chiare, non avete idea della luce che filtrava da quel cielo e che rendeva vividi tutti i colori della Terra. Non avete mai sentito, poveri ragazzi, il dolce, gradevole calore del sole che benediceva la Terra regalandole fiori colorati, alberi possenti, erba profumata. Hanno cancellato la bellezza, il piacere, la salute che ti offriva la vita mentre passeggiavi, quando andavi al mare o in montagna o quando semplicemente ti fermavi a guardare quel bellissimo mondo che stava sopra e intorno a te. Da dieci anni tutto questo è stato lentamente e progressivamente cancellato e siamo sprofondati dentro questo mondo grigio, senza sole, senza luce, senza colori e profumi, senza aria, senza stagioni, gli alberi ammalati, i boschi moribondi, l’acqua sporca, i mari agonizzanti. Cosa è successo? Chi si accontenta, chi non vuole vedere e capire dice che l’inquinamento, le macchine, l’industria, l’attività umana produce tutto questo. Ed è sicuramente vero che l’aria è inquinata e non fa bene alla salute dell’uomo, ma queste conseguenze sono troppo oltre e ci sono segnali troppo evidenti di attività desuete, mai viste prima, per cui è impossibile non sostenere che c’è stato qualcosa di molto più grosso!
Il nostro folle destino è iniziato subito dopo la seconda guerra mondiale, quando il mondo politico ha incominciato a disinteressarsi del mondo militare, finanziandolo senza guardarci dentro e lasciandolo agire indisturbato. 2056 test nucleari dal 1945 ad oggi hanno stravolto gli oceani, sparso radiazioni nel mondo, provocando malattie e morte e devastato l’atmosfera. Era chiaro, anche ai militari, che il nucleare non poteva avere futuro come arma e, pur continuando le ricerche in quell’ambito fino ad arrivare poi ad utilizzarlo come uranio impoverito, anche a costo di ammalare gli stessi soldati che lo utilizzavano (guerra in Kossovo e Bosnia Erzegovina del 1981), la ricerca militare si è orientata verso lo sfruttamento dell’ ambiente come arma, già dal 1968. Risale a quell’anno il libro di Gordon Mac Donald, fisico nucleare, consigliere scientifico della Casa Bianca sotto la presidenza Johnson, “A Meno che Non Scoppi la Pace” all’interno del quale un intero capitolo è dedicato a “ Come Devastare L’Ambiente”. Questo Presidente poi dimostra una mentalità in netto contrasto con la tradizione democratica del “sogno americano” che, a torto, continua ad essere percepito dall’Europa come ancora attuale. Johnson presenta la finalità dei viaggi spaziali, grande novità di quegli anni e che tengono il mondo intero agganciato alla visione di questa immensa avventura, in questi termini:
“Dallo spazio riusciremo a controllare il clima sulla terra a provocare alluvioni e carestie, a invertire la circolazione negli oceani, a far crescere il livello dei mari, a cambiare la rotta della corrente del Golfo, a rendere gelidi i climi temperati”
E un uomo che parla in questo modo lo si riconferma alla guida del paese, dopo essere subentrato alla Casa Bianca in qualità di vicepresidente di John Kennedy, assassinato dopo solo due anni dalla sua elezione a Presidente degli Stati Uniti d’America.
La guerra del Vietnam, iniziata sotto la presidenza Kennedy, è stata l’occasione per sperimentare e perfezionare le nuove armi: chimiche e ambientali. Si attua una devastante deforestazione usando il famigerato Agente Orange, che ancora oggi ammala le popolazioni i cui territori sono stati avvelenati in quegli anni, e si allagano i campi di riso e l’unica via di fuga dei Vietgong tra le foreste incendiate, la via Ho Chi Min, inseminando le nuvole di ioduro d’argento per aumentare la portata delle piogge. Questi esperimenti hanno un grande successo secondo la mentalità militare, che sempre di più e sempre meglio pone l’attenzione sui fenomeni naturali per sfruttarli come armi. E l’economia industriale comprende la portata del business, si unisce alla ricerca militare, ne nasce un connubbio la cui pericolosità viene percepita anche dal Presidente Eisenhower e preannunciata nel suo ultimo discorso alla nazione del 17 gennaio 1961.
“Questa congiunzione tra un immenso corpo di istituzioni militari ed un’enorme industria di armamenti è nuovo nell’esperienza americana. Non dobbiamo mai permettere che il peso di questa combinazione di poteri metta in pericolo le nostre libertà o i processi democratici. Non dobbiamo presumere che nessun diritto sia dato per garantito. Soltanto un popolo di cittadini all’erta e consapevole può esercitare un adeguato compromesso tra l’enorme macchina industriale e militare di difesa ed i nostri metodi pacifici ed obiettivi a lungo termine in modo che sia la sicurezza che la libertà possano prosperare assieme.. »
Non è andata così; i popoli, oltre quello americano, non sono stati all’erta, non hanno vigilato sulla loro democrazia, non hanno difeso la loro libertà, non hanno voluto acquisire alcuna consapevolezza, delegando, sia la gestione della cosa pubblica, sia una vasta fetta della vita individuale, lasciandosi convincere dalla pubblicità che era più comodo e più piacevole vivere senza responsabilità, pensando solo a consumare. E mentre i popoli mangiavano hamburger, bevevano coca-cola, si compravano la macchina e andavano in vacanza in moto, dei moderni “apprendisti stregoni”, definiti scienziati, giocavano con la pioggia, le nuvole, i venti, le onde elettromagnetiche, le frequenze. Pur non sapendo le conseguenze a cui esponevano la Terra non hanno esitato a fare esplodere nell’atmosfera “armi nucleari multi megatoni” danneggiando in modo permanente la fascia più bassa delle “cinture di Van Allen” una zona dell’atmosfera appena scoperta negli anni ’60 di cui non si conosceva ancora nulla. Queste attività hanno sconvolto l’equilibrio naturale del sistema Planetario di cui l’atmosfera è parte integrante e che avrebbe dovuto essere studiata, compresa, rispettata piuttosto che devastata a suon di bombe di potenza sempre più elevata. Sulla Terra le conseguenze sono state un progressivo peggioramento della qualità della vita: sconvolgimenti climatici, intensificazione dei disastri ambientali, abbondanti malattie fino a vedere lo spettacolo odierno in cui le possibilità di sopravvivenza si stanno realmente azzerando.
Questa convergenza di interessi, militare e industriale, ha prodotto una proliferazione abnorme di tecnologie e invenzioni gran parte delle quali sono rivolte alla manipolazione e al controllo del clima e del tempo ed esistono centinaia di brevetti, depositati presso l’ufficio brevetti degli STATI UNITI, riguardanti la manipolazione climatica a testimonianza degli interessi culturali di generazioni tutte tese all’emulazione della massima potenza creatrice: diventare un dio capace di scagliare tuoni, fulmini e tempeste, padroni dei terremoti, degli uragani, delle alluvioni o delle siccità.
Il progetto delle forze armate americane “Weather as a force multiplier: owning the weather in 2025. ( Il clima come moltiplicatore di forza. Possedere il clima entro il 2025)” è estremamente esplicativo delle scelte adottate e portate avanti dal mondo militare del nuovo millennio.
E non è rassicurante la recente affermazione di David Walker, vice segretario della Air Force per la scienza, la tecnologia e l’ingegneria in una audizione tenuta presso il Senato Americano che risponde alle domande della senatrice Lisa Murkowski:
“Ci stiamo muovendo verso altri modi di gestione della ionosfera, cosa per cui HAARP è precisamente progettato, immettere energia nella ionosfera per poterla realmente controllare. Ma questo lavoro è già stato completato.”
La società civile non ha avuto modo di conoscere e comprendere né la necessità, né l’utilizzo del “progetto HAARP” : 180 torri di trasmissione puntate contro la ionosfera, costruito in Alaska e sostenuto dal Brevetto degli Stati Uniti, numero 4686605, rilasciato l’11/8/1987, inventato da Bernard J. Eastlund, dal Titolo “Metodo ed apparato per alterare una regione nell’Atmosfera, Ionosfera e/o Magnetosfera della Terra”. Mentre ci accorgiamo di non avere avuto alcuna reale conoscenza di questa tecnologia, che sappiamo essere stata riprodotta in molti altri luoghi della Terra, apprendiamo anche che con una decina di anni di anticipo, certi traguardi sono felicemente stati raggiunti e ci si appresta a fare altro! Questo “altro” è naturalmente segreto e le società civili dovranno rincorrerlo, risalendo i pessimi effetti che sono destinati ad incontrare nella vita quotidiana degli anni 2000.
Pochi raccontano con lealtà cosa è successo nel mondo scientifico-militare-industriale dagli ultimi decenni del ‘900. Una autorevole ricercatrice, scienziato di fama internazionale, laureata in biometria, con specializzazioni in biologia e biochimica, è sicuramente Rosalie Bertell. Come massima esperta degli effetti da radiazioni sulla salute umana ha fondato e presieduto la Commissione Medica Internazionale Chernobyl e la Commissione Medica Internazionale Bhopal. Ha ricevuto importanti incarichi di consulenza scientifica sia dal governo Americano che Canadese ed essendo una suora, ha potuto diffondere, senza timori di ritorsioni, la consapevolezza acquisita in una vita di ricerche al seguito delle forze armate attraverso seminari, conferenze, articoli e scrivendo il testo:
"Planet Earth the Latest weapon of War" Pianeta Terra: l’Ultima Arma da Guerra).
Nel libro la Bertell cita una indagine di due giornalisti americani tra gli scienziati dissenzienti:
“ANGELS DON'T PLAY THIS HAARP -- Advances in Tesla Technology - by Dr. Nick Begich and Jeane Manning - 1997
E’ da queste fonti, non tradotte e non lette, che apprendiamo le cause reali degli attuali tragici problemi dell’Umanità e della Terra. La Bertell identifica nella fiducia eccessiva che riponiamo negli eserciti il più grave problema per l’ambiente.
“Ho cominciato a capire che era di routine per i militari rilasciare radiazioni e che erano gli stessi a fissare gli Standard per le radiazioni”
“Mentre esiste una legittima necessità per una forza di polizia nella comunità globale, non ve ne è una logica, per una forza militare”
“Gli eserciti dovrebbero essere riconvertiti in forze per la protezione civile, la ricostruzione e la riparazione dei danni provocati all’ambiente”.
“Mentre la comunità civile della Terra ha cercato di liberarsi dalle armi nucleari negli ultimi 65 anni, alcune nazioni sviluppate economicamente si sono avventurate nell’arena della geo-guerra. I geo-armamenti sono stati di recente introdotti al grande pubblico come un “nuovo” modo, ad alta tecnologia, per limitare le conseguenze del riscaldamento globale, che è stato chiamato GEOINGEGNERIA. La geoingegneria è definita come l’ingegnerizzione climatica su scala planetaria della nostra atmosfera: il che significa manipolare il nostro clima, i nostri oceani e lo stesso pianeta. I metodi che vengono proposti in geoingegneria sono già diventati una realtà nonostante la totale assenza del pubblico dibattito, senza alcuna informazione, senza una supervisione democratica.”
“Non sono solo gli USA responsabili di questo attacco ad alta tecnologia al sistema terrestre. Perlomeno Russia, Cina, Regno Unito, Australia, Canada e Giappone sono coinvolti. I geo-guerrafondai vorrebbero uscire allo scoperto con esperimenti ancora più rischiosi, ottenendo l’approvazione pubblica e magari anche il titolo di “eroi del cambiamento climatico”!

Alla conferenza di Copenhagen sul cambiamento climatico, nel 2010, i geoguerrieri ebbero il loro momento di gloria, mascherando la geoingegneria come una “soluzione al problema del cambiamento climatico” ( Articolo inedito 2010 di Rosalie Bertell)

Queste le ultime parole di una scienziata onesta che amava la Terra; questo il testamento lasciato in eredità a chi ama il Pianeta, a chi vuole che la Vita possa continuare per i nostri figli su questa Terra.

 

Magda Piacentini (Riprendiamoci il Pianeta)

 

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