logo altro stile

Scritto da:

Fosca Bruni

Fosca Bruni

 Pubblicitaria di professione.

Altri Articoli dell'Autore: In viaggio per lavoro con Mister Gigio

In viaggio per lavoro con Mister Gigio

Inizio col presentarvi Mister Gigio: è un gattone e vive con me ormai da dieci anni

In viaggio per lavoro con Mister Gigio

È arrivato una mattina presto in giardino e si è nascosto sotto la siepe, non piangeva, ma si esprimeva con flebili lamenti. Avvicinandomi dimostrava paura se non terrore, era ferito e in pessime condizioni. Quel mattino stesso, dopo non poche peripezie, lo faccio entrare in un trasportino e lo porto dal medico veterinario, l’amica Chiara, che in un solo giorno riesce a “sistemarlo” ricucendogli le orecchie quasi staccate, facendogli tutte le analisi del caso e sterilizzandolo per consegnarmelo alla sera, certo non come nuovo, ma già con una zampa sulla via della guarigione.

Da allora Mister Gigio ha deciso di rimanere.

È un gatto di taglia media, un po' in sovrappeso e per il resto lo vedete in fotografia. Non si può dire goda di cattiva salute, però ha subito due interventi e ogni tanto ha i suoi problemini e va curato. Proprio in occasione di un periodo in cui dovevo somministrargli regolarmente ogni giorno due diversi medicinali, mi trovo a dovermi spostare per lavoro, non per un periodo lungo, ma comunque per quattro giorni nel corso dei quali era indispensabile non sospendere la cura.

Cosa faccio o cosa non faccio, dopo aver pensato di chiedere a questo o a quello di passare da casa mia per nutrire e curare il gatto, realizzo quanto sia improbabile che altri riescano a costringerlo a prendere le medicine. Io stessa per farlo devo indossare i guanti da giardinaggio. Ho pensato pure di spostare l'uscita di lavoro, ma la cosa mi avrebbe complicato non poco l'organizzazione delle settimane a seguire. Era di lunedì e il giorno dopo dovevo partire all'alba alla volta di Ascoli Piceno prima, per poi proseguire a Teramo e rientrare passando da Arezzo.

Dopo aver chiesto consiglio a Chiara, che mi conferma quanto importante sia non interrompere la cura, provo a chiedere a Mister Gigio se ha qualche idea da suggerire, ma si sa i gatti non parlano, dunque decido io e mi dico: domani si parte tutti e dueConfesso che la vedevo davvero difficile, ma altra soluzione non avevo. Per abitudine affronto un problema per volta e così ho fatto anche in quell'occasione. Dunque, non rimaneva che preparare i bagagli per me e per Mister Gigio e il mattino dopo verso le 5 partire. Subito alla partenza, ancor prima di salire in auto, ecco il primo dubbio: dove metto il trasportino? Sul sedile del passeggero, in quello posteriore o nel bagagliaio?

Scarto subito il bagagliaio ché mi dava tanto l'idea di gatto prigioniero, opto per il sedile posteriore, Mister Gigio è mezzo addormentato e questo mi induce a pensare che dietro sta più tranquillo. Dovete sapere che Gigio è un gatto “scientificamente” abitudinario, prima delle sei del mattino lui non si alza, ecco spiegato perché era ancora mezzo addormentato malgrado lo avessi spostato di peso dentro il trasportino. Per spiegare questo, seppur improprio, “scientificamente” faccio un esempio, lui ha due lettiere: una per la pipì e una per la popò. Ma, torniamo al viaggio. Caricato il trasportino sul sedile posteriore si parte. Gigio è tranquillissimo, tanto tranquillo che passata Ferrara inizio a preoccuparmi e decido di fermarmi al primo autogrill che incontro per controllarlo.

Appena finito di pensare questo, lui inizia a miagolare sommessamente, quasi uno sbadiglio mugugnato come per dire “Dove siamo? Cosa succede? Dov'è la mia ciotola? Perché non siamo a casa?”.

Mi fermo all'autogrill, se fosse un cane gli avrei messo un guinzaglio per fargli sgranchire le gambe. A onor del vero il giorno prima avevo pure pensato di prendere uno, ma non me lo vedevo proprio Mister Gigio con collare e guinzaglio. Nel bagagliaio è lì pronta una lettiera di quelle chiuse, così lo prendo in braccio e lo poggio dentro, lui fa la pipì e con un balzo salta sull'asfalto. Terrorizzata che possa scappare lo prendo appena atterra e lo rimetto in auto. Lascio che si muova per un po' all'interno dell'abitacolo e io intanto vado a fare colazione. Ritorno e lo trovo seduto al posto del passeggero che guarda fuori dal finestrino, al che decido di tenerlo lì davanti, al mio fianco, ovviamente sempre dentro il suo trasportino.

Si riparte, prossima fermata a San Benedetto del Tronto per la medicina.

A Bologna è ancora sveglio e guarda fisso la strada, ogni tanto gratta per attirare la mia attenzione, ma non “dice” nulla. Nei pressi di Imola decide che è meglio dormire e così fa sino a San Benedetto, dove ci fermiamo, gli dò un cucchiaino di pappa e poi la medicina che deglutisce senza fare storie e rivolte.

Lo coccolo un po' e poi via verso Ascoli.

Arrivata a destinazione trovo nel piazzale dell'azienda il mio cliente impegnato in una telefonata. Chiude la conversazione, viene ad accogliermi e rimane sbalordito nel realizzare che sono accompagnata dal felino. Avevo avvisato che avrei dovuto portare con me Mister Gigio, ma pensava scherzassi. Rimane ancor più perplesso quando vede che mi avvio verso la sala riunioni con valigetta lavoro, valigia computer e trasportino. Lui non dice nulla, io nemmeno, ma penso “non vorrai che lo lasci in macchina!”. Vi posso assicurare che in quei quattro giorni ho fatto al meglio il mio lavoro; Mister Gigio è stato bravissimo, ogni tanto lo controllavo, il tempo delle pause pranzo lo dedicavo a lui, lo facevo uscire, gli davo cibo e medicine, mi preoccupavo dei suoi bisognini. In albergo avendo avvisato prima ho trovato pronta tovaglietta da pavimento, ciotole e lettiera. Certo ogni tanto le persone con cui lavoravo mi guardavano un po' così, ma si sa come sono i creativi e io tale sono...

Siamo rientrati che era sera tardi, appena varcata la soglia di casa è uscito dal trasportino, si è stiracchiato, ha fatto uno spuntino e si è messo nella sua cuccia a dormire. Dovevo dargli la medicina, e dopo quattro giorni passati con lui che deglutiva subito senza miao proferire non mi sono munita di guanti da giardinaggio, così lui mi ha dato una zampata con artigli sfoderati tanto da farmi sanguinare la mano.

Tutto era tornato alla normalità.

Non è impossibile viaggiare con un gatto, certo non facile, ma basta organizzarsi. Mister Gigio si stima abbia vent'anni, o per meglio dire sono dieci anni che io e ilsuo medico, l'amica Chiara, supponiamo abbia sicuramente più di dieci anni, e li porta splendidamente. 

Lascia un commento

Stai commentando come ospite. Login opzionale sotto.

(function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-59467637-1', 'auto'); ga('send', 'pageview');