A come Amore, A come Avventura

In estate il desiderio dell’altro si fa più forte, perchè estate fa rima con libertà

A come Amore, A come Avventura

Ma cosa resta di tangibile nell’amore che vuole la trascendenza e si lascia trafiggere dalle sue folgorazioni?Resta la divinità da una parte e l’evocazione dei corpi dall’altra, perché in questa tensione possono vibrare, non vincolate, tutte le metafore dell’amore.  U.Galimberti   Le cose dell’amore

In estate il desiderio dell’altro si fa più forte. Sarà perché l’estate nell’immaginario collettivo fa rima con libertà, intesa come libertà dai soliti schemi cadenzati su orari ed impegni, libertà dai legami famigliari, dalle solite amicizie, dai luoghi e dagli spazi che frequentiamo tutto l’anno. I  punti di riferimento, quelli che nel corso dell’ anno tessono pazientemente il nostro quotidiano, d’estate si frantumano, naufragano in qualcos’altro e si dissolvono, dissolvendo anche la nostra 

identità.

Il cambiamento transitorio delle nostre abitudini produce un senso di smarrimento, ma anche un prezioso stato di euforia e di vertigine che ci fa precipitare in una dimensione dalla quale viene bandito ogni dovere, lasciandoci il compito di realizzare i nostri desideri.

Ed è proprio grazie a questa condizione che ci ritroviamo particolarmente predisposti all’incontro con l’altro. E’ così che l’estate diventa il momento favorevole per le nostre scorribande amorose. Se durante l’anno, fiaccati dai  tanti impegni, non troviamo lo spazio per rincorrere un amore, o prenderci cura di una relazione, d’estate tutto questo svanisce, lasciando il posto all’immediatezza degli eventi.  

Ecco allora, come d’incanto, il fiorire di nuove amicizie, oppure fare la sua comparsa il tanto agognato amore! Un amore che, inaspettatamente, si avvale proprio del tempo circoscritto della nostra vacanza, per fare la sua comparsa. 

Improvvisamente apprendiamo la preziosa regola del “qui ed ora”, che ci consente di vivere il presente mandando in vacanza, di fatto, la logica ed il ragionamento, incompatibili  con lo stato nascente che è proprio dell’amore.

Infatti l’amore ha dimora là dove ogni ragione, convenzione e norme vengono bandite.  

Solo allora, quando saltano gli abituali punti di riferimento, dentro e fuori di noi, ci è data la possibilità di incontrarlo e di abbandonarci nelle braccia fino a poco prima sconosciute. Potremmo dire che, d’estate, scopriamo l’essenza dell’amore per cui esso diventa più raggiungibile e leggero da vivere. Infatti, sapere che quello che stiamo vivendo è circoscritto ad un  tempo limitato, ci rende liberi dalle aspettative che si insinuano irrimediabilmente in un rapporto di coppia convenzionale.

Allora, liberi dai lacci della mente, ciò che rimane è il godimento di quella passione che, a dispetto delle convenzioni, ci vede coinvolti ed innamorati. Ma anche così, nel timore di trovarci di fronte qualcosa di ignoto ed incontrollabile, tentiamo di ascriverlo in un ordine, cerchiamo di definirlo e lo chiamiamo “avventura estiva”, come fosse la marca di un preservativo! 

In effetti, il darne una definizione ci consente di collocarlo in quell’ ambito dove non c’è posto per l’amore “vero”,  ci permette di prendere le distanze da qualcosa che viene vissuto come minaccia, da qualcosa che la nostra mente, applicando il giudizio, fatica ad accettare come degna di essere vissuta. 

“Vertigine del pensiero, a cui si può accedere solo se lasciamo alle spalle la nozione d’amore che abbiamo imparato tra le vicende umane, dove, solitamente, l’amore è coniugato con il possesso e il possesso con la custodia, per evitare a ognuno di noi lo spettacolo del limite che ogni gesto di libertà rivela come espressione della vita.” U.Galimberti

Ciò che noi viviamo come “avventura” o “storia di sesso”, non è altro che lo stato iniziale dell’innamoramento, cioè a dire quel momento nel quale “ tras-gredire” e “andare-oltre”  al nostro Io, per aderire al desiderio di quel nulla che possiamo esprimere e sperimentare solamente nell’incontro con l’altro.  “O si passa attraverso questa vertigine o il gioco resta epidermico, senza spessore, senza profondità, per quanto fantasmagoriche siano le produzioni dell’immaginario. Non c’è stata conoscenza, non c’è stato neppure sesso, perché il primo nesso, quello che intreccia la morte con la rinascita, non è stato annodato per prudenza, per non perdere le dimore dell’Io” U.Galimberti

Amore è violazione dell’integrità degli individui. 

L’estate quindi rappresenta il domicilio d’elezione per il compimento di ogni violazione, a partire dal corpo per giungere all’anima. Perché l’amore, al di là di ogni nostra congettura mentale, è un fatto d’anima.

“Se esci dal tuo Io, sia pure per gli occhi belli di una zingara, sai cosa domandi a Dio e perché corri 

dietro di Lui.” Yannaras, Variazione sul Cantico dei Cantici  

L’unico dono che possiamo fare a noi stessi per accogliere adeguatamente l’amore che viene a trovarci è quello di viverlo con passione e dedizione, evitando di giudicarlo, definirlo, deriderlo, ingannarlo, ignorarlo e negarlo, perché finiremmo soltanto per fare tutto questo a noi stessi, perdendo l’occasione irripetibile di avvicinarci alla nostra anima, che solamente quell’incontro può donarci.                 

Lascia un commento

Stai commentando come ospite. Login opzionale sotto.