Alta autostima in amore = realizzazione lavorativa assicurata!

Come posso ottenere ciò che mi spetta di diritto, se nella coppia mi privo del diritto di essere una prima donna?

Alta autostima in amore = realizzazione lavorativa assicurata!

Ogni successo pubblico è preceduto da un successo privato”, disse Stephen Covey, celebre educatore, scrittore e uomo d'affari statunitense; io sono assolutamente d'accordo.

Nessuno ci pensa, anzi molti sono addirittura convinti del contrario: che per realizzarsi professionalmente ci si debba dedicare 24 ore al giorno al lavoro. Niente di più falso. L'autostima è una conquista intima e avviene proprio nell'intimità.
 Nella maggior parte delle donne che mi scelgono come life coach vedo questo: un fervente (e sano, vitale!) desiderio di ottenere dei risultati a livello professionale, e un incastro in una serie di dinamiche affettive e/o amorose che lo rende del tutto impossibile. Così prende forma ciò che tutti noi conosciamo benissimo: l'auto-sabotaggio.
Ma quali sono queste dinamiche?

Come posso ottenere ciò che mi spetta di diritto, ciò che mi merito e per cui è giusto che ottenga un riconoscimento, se nella coppia mi privo del diritto e del merito di essere una prima donna, una regina e la più bella del reame?
 Come faccio anche solo a immaginare di vedermi riconosciuto, sul lavoro, il giusto compenso che dovrei e potrei guadagnare, se dentro casa sono io l'unica che si accolla pulizie, cucina e ogni incombenza e peso che la quotidianità prevede, proprio come una schiava?
Come posso avere un potere personale, una voce in capitolo o una libertà di scelta, se la stragrande maggioranza delle volte lascio che siano le priorità del partner ad avere la precedenza sulle mie?
E come faccio a conquistare, sul lavoro, un potere contrattuale, una capacità di negoziare e di tenere il punto per ottenere ciò di cui ho bisogno, se nell'intimità uso di continuo un pilota automatico che mi spinge a cedere, a rendermi flessibile e disponibile, anche quando in realtà non vorrei?
Questi sono solo alcuni dei mille esempi che potrei fare sugli schemi comportamentali radicati nella vita sentimentale delle donne e che, a macchia d'olio, si allargano inevitabilmente anche nella sfera professionale, impedendo la realizzazione lavorativa, il raggiungimento di ciò che si desidera e il successo di dare una forma concreta ai propri sogni.
... e dal mondo del lavoro alle pari opportunità è un attimo!

Proprio qualche giorno fa ne parlavo con una collega: se una donna non matura nell'intimità la consapevolezza del proprio valore più profondo, la percezione fisica di ciò che le spetta di diritto, la sana rabbia che nasce quando viene messa in secondo piano, umiliata o anche solo non presa in debita considerazione, se non impara a reagire nella propria società più prossima (il partner, i figli, i parenti e il gruppo di amici), non può essere in grado di mettere in atto gli stessi comportamenti nella società più allargata, dove disponiamo di molte meno risorse – senza legami, emozioni e sentimenti abbiamo meno argomenti, meno interesse reciproco e meno rispetto "a priori". E io parlo così bene di tutto ciò perché l'ho vissuto per anni e anni, fin nell'oscurità più buia di questo tunnel; non sono su un piedistallo, niente affatto, sono appassionata perché ricordo bene, dentro al mio corpo e al mio cuore, cosa si prova a stare nell'angolino.


“Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo”, ci ricorda Lao Tzu, il che vuol dire anche che non si possono realizzare grandi palazzi senza aver prima costruito le fondamenta. È per questo che come life coach, ho deciso di concentrarmi sul benessere della coppia: perché così come ho approfondito in uno dei miei libri, l'inizio della società è proprio la coppia, da cui nasce la famiglia, da cui nasce una comunità e poi una tribù, uno stato e l'umanità. Non bisogna andare lontano per cambiare le grandi cose, ma anzi avvicinarsi sempre di più al centro, che è talmente vicino da risultare invisibile, perché sta dentro (dentro al corpo, dentro casa, dentro di noi) – non fuori, in azienda, nella politica e nella cultura; tutto ciò viene da sè, con naturalezza, quando la propria identità è risanata, reintegrata, sbocciata, così come descrive magnificamente Paulo Coelho nel suo romanzo "Lo Zahir": «Se un uomo è capace di amare la propria compagna senza limitazioni nè condizioni, allora rivela al mondo l'amore di Dio. Rivelando l'amore di Dio, egli amerà il suo prossimo. Amando il suo prossimo, riverserà il proprio amore anche su se stesso. E così tutte le cose torneranno al loro posto. E la storia cambierà.
La storia non muterà mai a causa della politica, o delle conquiste, o delle teorie, o delle guerre – queste sono solo ripetizioni, eventi a cui assistiamo sin dall'inizio dei tempi. La storia cambierà quando sapremo utilizzare l'energia dell'amore nello stesso modo in cui impieghiamo quella del vento, del mare, dell'atomo».

Io mi adopero per questo, sono al servizio di donne e coppie proprio per questo. E tu? Pensi di saper impiegare l'energia dell'amore? Come lo fai? Scrivilo nei commenti, sarò felice di conoscerti e la tua esperienza e/o opinione sarà di ispirazione anche per gli altri.


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