Eredità: raccoglierla o rifiutarla?

Cosa ha senso e valore tramandare, e cosa invece va scartato, abbandonato all'oblio?

Eredità: raccoglierla o rifiutarla?

Mi pongo spesso questa domanda, perché di tutto ciò che noi esseri umani siamo in grado di creare, e storicamente creiamo, in verità non tutto va salvato, secondo me. Alcune creazioni meritano di essere tramandate, altre dovrebbero essere solo lasciate morire; bisognerebbe permettere che vengano espulse dalla nostra cultura, come viene espulso il pus dal corpo attraverso un brufolo.

Sono contraria all'eredità, o meglio, a quella legata al sangue. Lavorando come formatrice e autrice, passo la maggior parte del mio tempo a tramandare saperi in realtà antichissimi, semplicemente rimaneggiati, o aggiornati da me, in base al nostro nuovo linguaggio, ai vari stili di vita che progressivamente inventiamo.

Nel ripetere di continuo questa operazione, mi rendo sempre nuovamente conto del fatto che non si può salvare tutto, e che anzi il ciclo naturale delle cose prevede proprio il contrario: smettere di nutrire alcune forme culturali perché se ne possano alimentare altre, ritenute migliori, più efficaci e/o benefiche, feconde.

Il sale della terra

Ho appena finito di vedere questo documentario, il cui regista è Wim Wenders: “Il sale della terra”. È il racconto della storia di un fotografo (Juliano Ribeiro Salgado) e di sua moglie Lelia.
All'inizio viene dichiarato chiaramente: il sale della terra si riferisce a noi, a noi esseri umani, siamo noi il sale della terra. Il documentario è strabiliante, intenso, grandioso e, come mi è capitato altre volte al cospetto di cotanta bellezza, mi sono fermata a riflettere sul fatto che noi siamo una specie, abitiamo questo pianeta come una specie animale, diversa dai rettili o dagli uccelli, certo, ma non molto, nell'ottica della nostra passeggera residenza qui, in questi luoghi geografici. Abbiamo un'intelligenza, sì, ma in fondo anche le piante ne hanno una, e incredibilmente raffinata!

Abbiamo una cultura (o molte culture, direbbero alcuni), ma perché: una mandria di bovini non ha forse abitudini, atteggiamenti, modi di affrontare i conflitti, rituali per accoppiarsi e un senso di appartenenza alla tribù?

Ecco, io mi sono sempre sentita di appartenere più alla tribù umana che a quella della mia famiglia, della mia classe sociale, della mia nazione o della mia cultura occidentale.

E tu? Cosa vuoi tramandare ai posteri?

Non mi è mai piaciuto sprecare energie in pensieri inutili, dunque non mi perderò nel turbinio di elencare tutte le cose che secondo me NON vale la pena salvare; preferisco, invece, dare un po' di spunti a te, per stimolarti a chiederti cosa TU vuoi tramandare. Ti avverto sin da subito, però: forse le mie domande ti risulteranno un po' indigeste, ma è solo perché non siamo molto abituati a porci questi interrogativi; più che altro assorbiamo, consapevolmente o meno, informazioni, beni, comportamenti e priorità, e li “rimandiamo in onda” per dei tempi infiniti. Ma ti invito, adesso, a provare a fare un passo indietro, a metterti un attimo in stand-by, e a chiederti, mentre ti guardi allo specchio:

  1. Io voglio veramente questa casa che mi hanno lasciato, in questo posto, con questa gente, questo contesto, questa cultura e QUESTE opportunità? O voglio vivere in un luogo dove ci siano altri scenari, dei profumi diversi, degli sguardi che raccontano altro?
  2. Io desidero davvero comportarmi come ho visto fare i miei genitori, i miei nonni, la mia gente, e come so che si sono comportati i miei antenati, i miei predecessori che hanno vissuto su questa terra centinaia di anni fa? O voglio dare vita a dei modi di comportarsi differenti, nuovi, frutto della mia creatività e del mio stesso viaggio nella vita?
  3. Io sono felice se penso che sto portando avanti queste abitudini culturali, questo modo di vivere, di entrare in relazione tra persone, di gestire le risorse, di approcciarsi alla natura? Mi sento davvero PARTE della realtà, della comunità e della società di cui di fatto mi sto facendo parte, giorno dopo giorno?

Non posso sapere quali saranno le tue risposte a queste domande, ma sono sicura che scoprirai che alcune cose, forse solo pochissime piccole cose, non ti appartengono davvero, e non perché lo decreti il sangue (che barbarità, tra l'altro, se ci pensi), ma perché te lo dice la tua anima.

Poi, se ti fa piacere condividere le tue riflessioni, ti invito a farlo nei commenti qui sotto; aiuteranno anche tutti noi nel lento e delicato processo per discernere ciò che vale da ciò di cui possiamo serenamente fare a meno.

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