Focus su Vegan Friendly: l'intervista alla sua fondatrice

Conosciamo meglio Michela Bardini, ideatrice del marchio Vegan Friendly

Focus su Vegan Friendly: l'intervista alla sua fondatrice

Come nasce il tuo progetto che ha una mission molto democratica, cioè quella di creare un ponte di amicizia tra onnivori e vegani? E come viene recepito?

Il progetto nasce l'11 settembre 2014 a Finale Ligure come risposta ad una guarigione resa possibile dall'alimentazione etica. Avevo attraversato un bruttissimo periodo di malattia (operazione al polmone sinistro per noduli, psoriasi palmo plantare invalidante, diverticolo con sgocciolamento, depressione, ansia, 98 chilogrammi di peso, Eutirox per la tiroide, Xanax per le crisi di panico, Zoloft per la depressione, Cardioaspirina per il sangue denso, Triatech HCT per la pressione alta, Normix per l'intestino) e sono tornata in perfetta salute in soli tre anni e mezzo passati nella totale abolizione di tutto quello che abbia mai avuto occhi...animali e derivati animali! Non uso più alcun medicinale (eliminati tutti sotto il controllo del medico di base), Eutirox compreso (lo prendevo dal 1999), ho perso 30 chili e non c'è più alcuna traccia di psoriasi...questo percorso e questo studio sull'alimentazione mi ha portato ovviamente all'antispecismo, all'animalismo, all'amore come fenomeno universale e non individuale. Ero entrata nella mission: far conoscere a tutti coloro che ignorano come me che esiste una realtà parallela molto molto più bella, attraente e sana. Ma l'uomo da solo è quasi sempre impotente e così, leggendo "The China Study", comprendo che fare un progetto appoggiato dalle istituzione può essere molto più dirompente. Da lì l'idea di creare un logo che esprimesse il desiderio di condividere un percorso di amicizia tra Onnivori e Vegani e di proporre al Comune del territorio di Finale Ligure di essere Vegan Friendly coinvolgendo tutte le attività di accoglienza: farmacie, librerie, ristoranti, alimentari, bar, hotel, B&B, stabilimenti balneari, chioschi, abbigliamento, parrucchieri, casalinghi disponibili ad offrire anche prodotti vegan. Essere vegan non vuol dire essere migliori di nessuno né essere i detentori della verità. Vuol semplicemente dire aver sviluppato (ognuno per motivazioni diverse) una maggior pietas e comprensione del mondo alle quali tutti, senza eccezione, possono arrivare se amati e messi a conoscenza di realtà diverse. La risposta è stata molto positiva e la diffusione del nostro stile di vita continua incessantemente attraverso info-chioschi di diffusione a Festival Agroalimentari, mercatini a chilometro 0, mercatini di Natale, Olis Festival, in piazza e porta a porta. Molto riscontro, interesse e partecipazione. Un lavoro capillare che parte dal basso e si sviluppa a ventaglio verso l'alto attraverso la diffusione sulla rete e il passaparola. Tre giorni fa, l'annuncio ufficiale che il Comune di Casale Monferrato ha aderito a Vegan Friendly. Qualunque Comune lo può fare e il logo è a disposizione gratuita per continuare la diffusione. 

Come interpreti il modo di porsi di molti gruppi o vegani in genere che sono piuttosto integralisti nei rapporti con gli onnivori?

Aborro l'integralismo in tutte le sue forme e penso che sia la vera piaga del millennio. Di vegan al 100% conosco solo mia nipote di tre anni (e forse nemmeno lei perché qualche moscerino se lo sarà pure mangiato) e credo che solo con amore e pazienza si possa far capire alle persone che potranno avere un futuro unicamente evitando la discriminazione e la tortura. Contribuire a cambiare stile di vita deve partire da un atto di amore, non di terrorismo psicologico. 

Qual è il ruolo sociale di chi sceglie di vivere veg?

Direi il ruolo del parlatore... Secondo me, chi ci crede veramente, deve fare attivismo e, ognuno secondo le proprie idee, tempo e possibilità, contribuire a diffondere questo modo di interpretare la vita. Gli animali, gli sfruttati e gli affamati non hanno voce., dobbiamo parlare noi, chi urlando, chi piangendo, chi sussurrando... ma parlando e divulgando!

Quali sono le migliori strategie per avvicinarsi al veganesimo?

Guardare dei filmati su quello che facciamo e su chi ci permettiamo di mangiare, non distogliere gli occhi ma avere il coraggio di prendersi in mano la responsabilità della propria vita. Anche se non uccido partecipo alla mattanza... devo essere consapevole di cosa scelgo di mangiare e di cosa sono capace di fare al pianeta, ai figli, ai figli dei miei figli e a me stessa. Diventare vegan sarà obbligatorio se vogliamo salvarci.

Quale importanza riveste l’utilizzo di prodotti a km0 sulla nostra alimentazione ed eticamente sulla società?

Il chilometro 0 non inquina e vivere delle risorse del proprio territorio è molto importante per sapere cosa mangiamo veramente e conoscere la provenienza degli alimenti. Credo molto anche nel commercio equo-solidale. Ma di questo parleremo un'altra volta...

Visitate la pagina Facebook di Vegan Friendly!

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